Le borse europee sono deboli e non danno segni di reagire ai dati sull'inflazione, che influenzeranno le mosse della Bce, e sulla disoccupazione. In un panorama di scarsa crescita delle economie Ue, Milano è l'unica peggiorata (-0,41%) ed è maglia nera con Londra (-0,36%). Segno meno anche a Madrid (-0,07%) l'unica che era positiva in avvio di seduta. A Piazza Affari soffrono le banche con anche Mps girata in calo (-0,4%) e Campari (-2%)col taglio del giudizio a 'sell' da parte di Goldman.
Spread in calo sotto i 158 punti. Il differenziale tra Btp italiano e Bund tedesco è a 157,9, con il rendimento sul titolo italiano al 2,947%.
Asia positiva con fiducia manager Cina - Seduta positiva per le Borse di Asia e Pacifico, spinte dal rialzo dell'indice Hsbc sulla fiducia dei responsabili acquisti in Cina, salito al massimo degli ultimi 4 mesi (49,4 punti). Bene Tokyo (+0,66%), seguita da Hong Kong (+0,63%) e Shanghai (+0,2%), ancora aperte insieme a Mumbai (+0,18%). In calo Sidney (-0,7%), con il calo del rame (-0,5%). Contrastati i futures: bene l'Europa a differenza di Wall Street in attesa dell'occupazione Ue e della fiducia e degli ordinativi Usa. Gli acquisti hanno interessato Tepco (+6,47%) sulla piazza di Tokyo, insieme agli industriali Hitachi (+3,25%) e Nisshin Steel (+2,91%). Bene gli automobilistici Mazda (+2%), Suzuki (+1,66%), Mitsubishi (+0,94%) e Toyota (+0,57%) in vista dei dati sulle immatricolazioni di auto negli Usa, previsti a mercati chiusi. In luce ad Hong Kong il colosso della logistica Cosco Pacific (+3,71%) ed il produttore di computer Lenovo (+3,65%). In calo a Sidney gli estrattivi Medusa (-2,47%) e Bc Iron (-2,16%), a differenza di Oz Minerals (+2,07%). Sugli scudi Lynas Corporation (+9,68%).
La Borsa di Tokyo termina gli scambi in rialzo dello 0,66%, in scia ai guadagni di Wall Street sostenuti dai positivi dati macroeconomici Usa. L'indice Nikkei, con lo yen in frenata sul dollaro, guadagna 98,33 punti, portandosi sopra quota 15.000 per la prima volta in due mesi, a 15.034,25.
Oro: resta sui minimi da febbraio a 1.245 dollari l'oncia - L'oro resta sui minimi da quattro mesi spinto al ribasso dai segnali di una ripresa dell'economia americana, tornata a crescere, secondo gli analisti, dopo la debacle del primo trimestre (-1%). Gli investitori sarebbero dunque meno propensi a depositare denaro nei beni rifugio, preferendo l'economia reale. Il metallo prezioso è così quotato in Asia a 1.245,15 dollari l'oncia, minimo dal 3 febbraio.
Euro appena sopra 1,36 dollari in primi scambi - L'euro riconquista quota 1,36 dollari. La moneta unica, dopo un tuffo a 1,3599 ieri sera alla chiusura di Wall Street, è scambiato a 1,3603. Rispetto alla yen la moneta unica vale 139,15.
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