Alle 3,32, i 309 rintocchi in memoria delle 309 vittime: notte di veglia e di preghiera all' Aquila in ricordo del tragico sisma del 6 aprile del 2009. A dare inizio alle celebrazioni, la fiaccolata alla quale hanno partecipato in 12mila.
Il presidente del Senato Pietro Grasso è arrivato all'Aquila per celebrare il sisma del 6 aprile 2009 e, appena sceso dall'autovettura, ha subito salutato Antonietta Centofanti, del Comitato Vittime Casa dello Studente che quattro anni fa perse il nipote Davide. "Vi siamo vicini", ha detto Grasso alla Centofanti visibilmente commossa. Grasso visiterà anche la Casa dello Studente dove persero la vita otto ragazzi. Il tour della città, per il presidente di Palazzo Madama, comincerà dalla vecchia Prefettura.
GRASSO, RICOSTRUZIONE E' QUESTIONE NAZIONALE - "La ricostruzione dell'Aquila è una questione nazionale", così ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, subito dopo il minuto di silenzio che lo ha coinvolto davanti alla Casa dello Studente dove morirono otto ragazzi. "E' un impegno imprescindibile per noi", ha proseguito Grasso.
"Enti locali e Stato hanno dato ora continuità agli strumenti per ripartire con la ricostruzione - ha proseguito Grasso - Ora i soldi ci sono, bisogna scaglionarli con un piano organico. Sia il sindaco Cialente e il ministro Barca mi hanno rassicurato con una prospettiva di ricostruzione tra cinque e otto anni". "Ma è ovvio - conclude - che la ricostruzione dell'Aquila é una questione che riguarda tutto il Paese".
GRASSO, CON ANTIMAFIA EVITATI SCIACALLI - Il presidente del Senato Pietro Grasso nel suo tour nel centro storico dell'Aquila a quattro anni dal sisma ha sottolineato che "anche da procuratore Antimafia sono stato molto attento alla ricostruzione e con il gruppo di lavoro che si è creato qui all'Aquila tra i magistrati abbiamo evitato gli sciacalli e gli avvoltoi". Per Grasso "la magistratura aquilana ha lavorato bene e abbiamo evitato che le consorterie mafiose potessero mettere le mani sulla città", ha concluso Grasso.
PEZZOPANE, PRIMA SOLDI POI SEDUTA SENATO - Per Stefania Pezzopane (Pd) l'ipotesi di una seduta del Senato all'Aquila, come proposto in questi giorni, è fattibile, ma prima di tutto "quello che conta non è il luogo dove si prendono le decisioni, ma cosa si decide - spiega la senatrice aquilana - e per L'Aquila la cosa più importante ora sono i soldi". Per Stefania Pezzopane quindi "le somme necessarie possono anche essere stanziate da Roma, ma il presidente Grasso si è impegnato con me a formare una delegazione di senatori con una visita concreta all'Aquila per capire le condizioni della città. Perché ormai si è capito che quello che conta sono le decisioni del Parlamento".
di Berardino Santilli
Che la ricostruzione fosse una impresa non facile all'Aquila e nei comuni del cratere del terremoto era cosa nota a tutti: ma che a quattro anni dalla tragica scossa del 6 aprile 2009 che ha sconvolto il capoluogo di regione e il suo circondario seminando morte e distruzione, la ricostruzione infrastrutturale, soprattutto dei centri storici, e sociale fosse bloccata per la mancanza di fondi e di una governance all'altezza del compito in un quadro di caos, confusione e confusione, in pochi l'avrebbero immaginato.
All'Aquila il quarto anniversario del terremoto, che ha provocato la morte di 309 persone, e' vissuto in un clima di grande dolore, di drammatico ricordo, ma anche di rabbia: anzi, per molti cittadini ed anche per alcune istituzioni, la ricorrenza e' il prologo alla protesta, dura, anche con azioni clamorose.
Come quella annunciata dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente che parla di citta' condannata a morte senza risorse immediate. E insieme ad un appello al Parlamento in cui chiedere di pensare agli abruzzesi, minaccia di togliere la bandiera tricolore e di mandare via il prefetto. ''Se non arriveranno subito i fondi necessari in modo tale da permetterci per il 2015 la ricostruzione di una parte del centro storico - tuona - l'Italia avra' condannato a morte L'Aquila e credo che gli aquilani si muoveranno per non far piu' parte dell'Italia. La prima cosa che chiedero' e' che si tolga il tricolore e che vada via il prefetto, come dire ci lasciassero morire in pace''. Per Cialente, ''viviamo l'anniversario piu' difficile perche' coincide con l'assoluto crollo della speranza''.
All'Aquila e nel circondario sono migliaia le persone ancora fuori dalle abitazioni, tra cui alcuni ancora negli alberghi, e sono migliaia i progetti fermi nella filiera autorizzativa per mancanza di fondi. Dopo quattro anni non e' stata varata una iniziativa sociale a sostegno dei piu' deboli, a partire dagli anziani.
Come hanno sottolineato in numerosi, a partire dalla neosenatrice del Pd Stefania Pezzopane, L'Aquila si e' sentita abbandonata dallo Stato e dopo quattro anni c'e' il rischio, concreto, di uno spopolamento causato dalla fine di ogni speranza. In Senato su proposta della Pezzopane e' stato osservato un minuto di silenzio cosi' commentato dall'esponente politico: ''L'impegno dello Stato in alcuni momenti e' mancato e ancora oggi la citta' si sente spaesata e sola. Per me che parlo in questa Aula per la prima volta l'emozione e' molto forte e vi chiedo di starci vicini. L'Aquila e' una grande questione nazionale''.
Per il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ex commissario per la ricostruzione, ''fa piacere il minuto di silenzio che il Senato ha tributato al terremoto dell'Abruzzo, ma dalle istituzioni nazionali ci aspettiamo anche gesti concreti, in particolare dal governo Monti, che ad un anno e mezzo dal suo insediamento ancora non ha stanziato un euro per i cittadini d'Abruzzo, Monti prenda coraggio e lasci un segno concreto, stanziando il miliardo di euro''.
Alla ricostruzione ''tutto compreso in nove anni servono circa sette miliardi e mezzo'' - spiega Cialente - Vivere all'Aquila e' troppo difficile, posso chiedere alla gente il sacrificio di crederci e di avere fiducia, solo se possiamo vedere parte del centro storico e delle frazioni ricostruite entro il 2015, se invece diro' che si finira' per il 2024 tutti andranno via e L'Aquila nel 2018 fara' 35-40mila abitanti. Gia' sono andati via 3500 cittadini nell'ultimo anno''.
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